Si è svolto il kick-off di CTE NEXT 2.0, l’incontro che ha segnato l’avvio ufficiale di una nuova fase del percorso della Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di riallineamento e confronto con i partner, a distanza di alcuni mesi dall’ultima plenaria, per condividere visione, modello operativo e primi indirizzi del piano di attività 2026.
Da progetto a piattaforma per l’innovazione
CTE NEXT 2.0 nasce dall’esperienza maturata tra il 2021 e il 2024: un patrimonio di sperimentazioni, servizi, infrastrutture, imprese coinvolte e attività di animazione che costituisce la base su cui costruire l’evoluzione del modello.
La nuova fase segna il passaggio da progetto a piattaforma per l’innovazione di imprese e pubbliche amministrazioni, un ecosystem booster per dare risalto allo spazio strutturato già presente sul territorio per test, PoC e soluzioni ad impatto per la città e i servizi pubblici.
CTE evolve così da “Centro di Trasferimento Tecnologico diffuso sul 5G” a piattaforma di innovazione, con l’obiettivo di:
- generare idee e soluzioni per sfide di interesse della PA locale,
- consolidare pratiche, infrastrutture e asset per la sperimentazione (verso una logica di sandbox),
- rafforzare l’ecosistema dell’innovazione legato alle tecnologie emergenti e al loro impatto urbano,
- attrarre talenti e imprese dall’Italia e dall’estero, valorizzando Torino come porta di accesso all’innovazione.
Ambiti di intervento e tecnologie
CTE NEXT 2.0 si concentra sulle principali sfide urbane – transizione ecologica, mobilità sostenibile e accessibile, sicurezza e resilienza urbana, gestione intelligente degli asset pubblici – integrando tecnologie trasversali come 5G/6G, AI, IoT, Big Data, XR e sistemi avanzati di simulazione.
Accanto a queste priorità, il confronto con i partner ha evidenziato ulteriori ambiti emergenti da esplorare, tra cui:
- applicazioni di tecnologie avanzate (robotica, droni) con ricadute su sicurezza e servizi urbani;
- salute e innovazione delle infrastrutture sanitarie, logistica e public procurement innovativo;
- educazione ed edutech come ambito trasversale di sperimentazione e sviluppo;
- tecnologie quantistiche come filone strategico su cui avviare un percorso di qualificazione e sviluppo di competenze dell’ecosistema.
Il modello di CTE NEXT 2.0 punta a non duplicare iniziative esistenti, ma a connettere competenze, infrastrutture e progettualità già attive sul territorio, rafforzando il ruolo della CTE come abilitatore e orchestratore dell’ecosistema.
Il confronto con i partner e i prossimi passi
Durante il kick-off si è aperto un confronto operativo su governance, ruoli, integrazione con altre iniziative locali, nazionali ed europee e sulle priorità del piano 2026: servizi per imprese e PA, urban testing, comunicazione e animazione territoriale, fundraising e relazioni inter-CTE.
Rimane centrale il ruolo della storica sede di CTE Next, che continua a offrire spazi per le imprese, per gli eventi dell’ecosistema e per le infrastrutture abilitanti del Comune e dei partner. Tra queste, il circuito Smart Road e il living lab ToMove, che rendono possibile la sperimentazione avanzata in ambito mobilità e servizi urbani.
I prossimi mesi saranno dedicati alla co-progettazione dell’offerta CTE NEXT 2.0, all’avvio delle prime attività operative e al rafforzamento della piattaforma come spazio condiviso di innovazione e sperimentazione.
CTE NEXT 2.0 entra ora nella fase attuativa, con l’obiettivo di consolidare Torino come laboratorio aperto per l’innovazione tecnologica a servizio delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e della città.